martedì 8 marzo 2011
PARITA' MANCATA
Cosa succede per le lavoratrici precarie dopo la nascita dei loro bambini?
Spesso il ritorno al lavoro è un momento davvero pieno di delusioni e amarezze. Oltre ad avere delle coperture INPS assai lontane in termini economici e di garanzie rispetto alle loro colleghe mamme ma con contratti a tempo indeterminato, devono affrontare un importante problema: a chi affidare i loro bambini.
Parlare di asili nido pubblici in Italia significa inseguire una chimera. Se è complicato per le mamme con contratti regolari per le atipiche sembra essere davvero impossibile sperare di accedervi.
Per lo Stato infatti queste lavoratrici sono le ultime nella graduatoria in quanto sono considerate donne con orario flessibile e quindi in grado di occuparsi anche del loro bambino.
Basterebbe una breve indagine per capire che molte di queste lavoratrici, proprio perchè meno tutelate, spesso hanno orari più rigidi e lunghi a causa di due necessità fondamentali: non perdere il lavoro e aumentare l'attività per aumentare il guadagno visti gli stipendi molto più bassi.
Le mamme atipiche più fortunate potranno affidarsi ai nonni per tutte le altre le uniche soluzioni possibili sembrano essere quella degli asili privati oppure delle baby sitter che si traducono in un esborso economico spesso pari all'intero stipendio guadagnato nell'arco del mese.
Questo è quanto raccontano le neomamme intervistate nel reportage Vanguard Maternità Precaria, realizato da Martina Proietti e Giovanni Pompili, andato in onda i primi di dicembre su Current Tv.
Dalla Regione Puglia però sembra arrivare una buona notizia: crescere i figli e lavorare in un epoca così difficile come quella che stiamo vivendo si può fare.
Circa tre anni fa è stato finanziato un piano regionale Famiglie al Futuro grazie al quale sono nate diverse cooperative di donne che assumevano essenzialmente neomamme che trovavano da un lato un lavoro per loro e dall'altro un asilo per i propri figli.
Il video della prima parte del servizio Vanguard Maternità Precaria
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Salve Martina,
RispondiEliminacondivido la finalità del tuo blog anche se penso che in Italia vi sia un problema di cultura che non si risolverà con la solita proliferazione di leggi adhoc (o solo) ma soltando agendo sull'educazione civica dei più piccoli.
Ti invito a scrivere anche per il mio blog http://parolesemplici.wordpress.com/mytinbox/
Spero di risentirti presto a inparolesemplici@gmail.com